ROSARNO: CENNI STORICO - GEOGRAFICI  
            
 
                                    

 
                                                                  Cenni geografici 
 
   Rosarno è una fiorente città di oltre 15.000 abitanti, ubicata sull'estremo lembo tirrenico della provincia di Reggio Calabria, da cui dista 63 km. Comprende un vasto e fertilissimo territorio che ha per limiti a nord il fiume Mesima, ad est il fiume Metramo ed i primi contrafforti delle Serre, a sud il Comune di Gioia Tauro, ad occidente l'ex frazione di San Ferdinando ed il mar Tirreno. Confina con i Comuni: San Ferdinando, Candidoni, Cittanova, Feroleto della Chiesa, Gioia Tauro, Laureana di Borrello, Melicucco, con il mare Tirreno, e nella Piana di Rosarno col basso corso del fiume Mesima. 
    Il nucleo storico della città è adagiato su una collina a mt. 67 di altezza sul livello del mare e il suo territorio si estende per circa 41,44 Kmq dopo l’elevazione in Comune della frazione San Ferdinando, da cui domina la sottostante pianura, ricca di aranceti ed uliveti, ed il Porto di Gioia Tauro, distante in linea d'aria appena 3 km. 
Snodo autostradale e ferroviario di primaria importanza, è servita dalla A3 SA-RC (collegata da una bretella di pochi chilometri direttamente al Porto), dalla linea ferrata Napoli-Reggio (vi fanno scalo tutti i treni locali, regionali e di lunga percorrenza), mentre la Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno (lunga 40 km) la congiunge direttamente alla Statale 106 (Reggio-Taranto) nei pressi di Marina di Gioiosa Jonica. Dista dall'aeroporto di Reggio 63 km. (40') di percorrenza, e da quello di Lamezia Terme 70 km. (45'). 
    E' transito obbligato per chi da sud vuole raggiungere Tropea e Capo Vaticano, sia attraverso la strada costiera che, passando per Nicotera, Joppolo, Ricadi, unisce la provincia di Vibo Valentia a quella reggina, sia per mezzo della linea ferroviaria Rosarno - Pizzo - Vibo — Eccellente. 
E' un rinomato centro agricolo-commerciale con produzione e lavorazione degli agrumi, dell'olio d'oliva, dei kiwi e delle colture ortofrutticole in genere. 
La piccola industria è presente con fabbriche per la trasformazione degli agrumi in succhi, polpe e frutta candita e per la commercializzazione degli stessi. Sono presenti inoltre piccoli-medi opifici per la lavorazione del marmo e delle mattonelle in cemento. Diversi sono gli oleifici per la trasformazione delle olive che sono prodotte in quantità rilevante. 
Il patrimonio zootecnico è costituito da piccoli allevamenti di ovini, caprini, bovini. 
  Il turismo di recente avvio, è in rapido sviluppo. Tuttavia l’emigrazione, a carattere stagionale, indirizzata verso i paesi dell’Europa Occidentale è consistente, per la crisi economica che attanaglia l’Italia e l’agricoltura in special modo. Nel territorio si trovano erbe medicinali. 
Nella città vi sono inoltre, le Scuole Primarie, Medie, Liceo Scientifico e l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura, Scuole dell'Infanzia e Asili nido, le ferrovie, la Banca Nazionale del Lavoro e la Banca CARIME. 
In passato il territorio era ricco di volatili e la caccia era praticata sia dai residenti sia dai forestieri, perfino da quelli delle provincie Siciliane e di Reggio Calabria. 
  Il mercato è fatto il sabato e le fiere 15-16 gennaio e 13-14 giugno, giovedì e venerdì precedente la prima domenica di settembre. La città è dotata di campo sportivo, campo da tennis e di palla a volo. 
Gli abitanti sono detti rosarnesi. 
 
 
 
 
                                                                     
                                                                  Cenni storici 
 
        Rosarno sorse in zona abitata già nell’età del ferro, edificata in località  Pian delle Vigne. 
Alcuni storici sostengono che essa fu scelta dai Locresi per edificarvi la città di 
Medma.   
   
       Rosarno, con Gioia Tauro, fu feudo del Grande Ammiraglio Ruggero di Lauria, nell’anno 1305. 
Nell’anno 1448 Alfonso D’Aragona concesse a Giovanni D’Alogna, col titolo di Conte, i feudi di Rosarno e di Borrello. Estintosi nel 1488 la famiglia di Alogna, le terre di Rosarno - Borrello furono concesse ad Agnello Arcamone, poi coinvolto nella congiura dei Baroni. Successivamente i feudi di Rosarno e Borrello furono concessi a Ludovico il Moro e nel 1507  Ferdinando il cattolico li concesse in premio ad Ettore Pignatelli, Duca di Monteleone, Conte di Rosarno. 
     Nel 1799, il Generale Championnet, per l’ordinamento amministrativo che dava alla regione, riconosceva autonoma Rosarno e la includeva nel Cantone di Seminara. 
Con sentenza del 31 agosto 1810, la Commissione Feudale, definì tutte le pendenze fra il feudatario e i cittadini di Rosarno e dichiarò il territorio attualmente boscoso e tutto l’agro di Rosarno appartenente ai cittadini della città. 
Con decreto 4 maggio 1811, istitutivo dei Comuni e dei Circondari, era considerato tra i primi e posto nella giurisdizione di Nicotera. 
Con la legge 1 maggio 1816, istitutiva della nuova Provincia di Reggio Calabria,  veniva in questa trasferito ed assegnato al Comune di Laureana. 
    Il territorio del Comune ai primi dell’800, si presentava nel più triste abbandono, devastato dal terremoto e flagellato dalla malaria tanto che, la popolazione di circa 2.000 anime si ridusse nel 1818 ad appena 780. 
Il Comune nell’anno 1818 chiedeva parere al Supremo Consiglio di Cancelleria e al Segretario di Stato, che intervenisse al più presto a risanare la contrada con un’efficace opera di bonifica, che il Supremo Consiglio concedeva, autorizzando lo stesso Comune a concedere in proprietà le terre del Demanio a quei cittadini che a loro spese avessero provveduto a bonificarle. 
Il Generale Nunziante, a proprie spese e con le autorizzazioni Sovrane e del Comune, iniziò la bonifica. 
L’11 settembre 1818, con atto del notaio Santo Dattola, il Sindaco di Rosarno e l’incaricato del Generale Nunziante, Vincenzo Ramirez, si stabiliva che, la bonifica doveva avvenire nel termine di cinque anni, pena decadenza del contratto e che le terre bonificate sarebbero state ripartite per i tre quarti a Nunziante, e la rimanente parte al Comune, con facoltà di scelta delle migliori e più vicine terre all’abitato. 
Con verbale del 9 novembre 1818 i lavori furono iniziati e le terre consegnate per la bonifica furono di ettari 854. Il 28 ottobre 1831 gli veniva aggiunta la contrada di San Ferdinando, allora eretta in villaggio. 
Copiosi sono i reperti archeologici ritrovati dell’antica Medma e terrecotte risalenti ai secoli IV-V a.c. 
Scarsi invece i resti del Castello del Feudatario. 
La chiesa parrocchiale, S. Giovanni Battista, edificata su basi d’altra chiesa preesistente, e di cui conserva due colonne probabilmente del seicento, è in stile pseudo-rinascimentale. Nell’interno è custodita una tela raffigurante la Sagra Famiglia. In Sagrestia il piviale in seta rossa con ricamo in oro. 
     La chiesetta del Crocefisso, originariamente in stile barocco, di cui si conserva traccia è stata completamente rifatta dopo il terremoto del 1891. 
Interessante la Torre dell’Orologio, di stile barocco. 
L’abitato di Rosarno, fu assai danneggiato dal terremoto del 1659 e quasi distrutto da quello del 1783. In seguito fu costruito il quartiere a S-E, orientato secondo un disegno di vie regolari. 
La zona archeologica comprende l’intera area di pian del Vigne oggetto di scavi archeologici, effettuati dal noto prof. Orsi, Settis ed altri studiosi, che hanno riportato alla luce numerosi reperti che riempiono una delle sale del Museo Nazionale di Reggio Calabria. 
Su proposta del Ministero per i beni Culturali e Ambientali — Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, il Ministero BB.CC.AA. ha espropriato, nell’interno dell’area dell’Antica Medma, una vasta zona denominata “Calderazzo” di proprietà degli eredi Naso, per destinarla a parco Archeologico. 
      Sono nati a Rosarno: Dionigi e Stefano Alemagna, letterati (Sec. XIV): Vincenzo Marvasi Poeta, (Sec. XX): Girolamo Musitano, storico (Sec. XVI-XVII), il cardinale Francesco Maria Pignatelli (1745-1815), Sandro Paparatti, giornalista, letterato, scrittore e critico, insignito delle palme accademiche da parte del governo Francese e dell’Accademia di Francia. 
Vincenzo Coratelli, poeta, scrittore e giornalista. Mons. Giuseppe Fameli (1864-1936). 
Il diplomatico Francesco Foberti (1866-1945). Il poeta Domenico Montagnese (1887-1970). 
Al risorgimento partecipò Giuseppe Ferrari, illustre cittadino di Rosarno. 
     La diocesi è quella di Oppido, mentre fino a  tempo fa era quella di Mileto. Le parrocchie sono intitolate a San Giovanni Battista ed a Maria SS. Addolorata il patrono San Giovanni Battista è festeggiato il 24 giugno.